NOT Just another weblog
Post con tag linux
Altro che download manager!!
17 nov
Lo so, lo so! sono sparito dalla circolazione, non mi si vede più da un pezzo, non penso più agli amici! giustificatemi con il fatto che ho superato il parziale di analisi numerica, e in più lo scritto di programmazione, quindi ho avuto un po’ di roba da fare, ma, come i più crudeli killer, torno sempre nel luogo dell’omicidio (di chi o cosa non si sa)!Ho deciso quindi di ritornare alla grande con qualcosa che si può rivelare utile per molti: un piccolo riassunto delle cose che si possono fare con il fantastico comando wget.cit. da Wikipedia;
GNU Wget è un software per lo scaricamento di file da Internet, parte del progetto GNU. Supporta i protocolli HTTP, HTTPS e FTP
Può dunque egregiamente sostituire i nostri malfunzionanti, costosi, limitati o semplicemente fastidiosi download manager.L’uso più semplice è ovviamente:wget http://url.del.sito/filead esempiowget http://soulplace.altervista.org/Foglietto.pdf (E’ un riassunto per Decisioni Organizzative :-) )ma può anche essere usato per scaricare un intero sito in locale (mirroring)wget -mirror http://url.del.sito/mentre scrivendo solowget http://url.del.sito/si scarica l’indexdel sito (aggiungendo l’opzione -r si scarica l’index e eventuali immagini).Nel caso in cui il download si interrompa, per riprendere dallo stesso punto in cui ci siamo fermti basterà lanciarewget -c http://url.del.sito/Insomma di cose belle da fare ce ne sono molte, ma qualcuna richiede un po’ di ingegno in più. Su molti siti possono essere presenti sistemi di blocco del download di massa per salvaguardare la banda. in questo caso il download di tutti i file di una directory in una botta sola sarà impossibile in maniera diretta. In questo caso abbiamo 2 alternative. Se abbiamo già una lista dei file contenuti nella directory che ci interessa basterà passare la lista come parametro a wget, ovvero:wget -i lista.txtdove lista contiene il percorso completo ad ogni file, oppure ci possiamo trovare nel caso in cui cio’ che vogliamo scaricare è sistemato in un preciso ordine (ad esempio numerico crescente). In questo caso basterà un piccolo script in sh per automatizzare l’operazione di download (n.b. è possibile limitare la banda occupata da wget per non interferire con la nostra navogazione usando il parametro --limit-rate=RATE dover rate è la banda riservata a wget):nel caso volessimo scaricare file di tipo .jpg numerati da 0 a 100#!/bin/shfor((num=0; num<=100;num++))dowget -nc http://url.del.sito/cartella/${num}.jpgdoneil parametro -nc serve a evitare che wget provi a scaricare file che non esistono. Ovviamente ci si può sbizarrire come si preferisce!!Alla prossima gente!!!
Rete wireless domestica
5 nov
Per fortuna ho ritrovato una guida che avevo scritto qualche tempo fa per la creazione di una rete domestica wireless a mio parere molto sicura sia perchè ho utilizzato un ottimo firewall, sia perchè se qualcuo si volesse connettere alla vostra rete, anche se non protetta da nessuna password, ottenere un risultato positivo potrebbe rivelarsi molto difficile…Questa guida era stata scritta per il TaLUG! Ora è disponibile insieme a numerose altre guide e articoli su Talug@AltervistaGuida per la creazione di una rete domestica wireless, senza essere dei “guru” di informatica.Preparazione del serverAbbiamo bisogno di:* Un pc (possibilmente fisso senza problemi di alimentazione); può essere un qualsiai pc, da un pentium 133 a un quad core. Ovviamente se ci dovete lavorare su mentre funge anche da router non vi aspettate prestazioni esaltanti da un pentium 133;* in sostituzione del suddetto pc, un buon router non sarebbe male, però deve essere pienamente configurabile per le vostre esigenze (ip statici o dinamici, apertura porte ect…)* 2 schede di rete;* un acces point che ci permetta di smanettare un po’ su;* un cavo ethernet patch;Preparazione clientAbbiamo bisogno di:* un qualsiasi pc (fisso o portatile) con scheda di rete wireless; vi raccomando caldamente di verificare prima che la scheda wireless sia ben configurata e riconosciuta dal sistema, per evitare spiacevoli inconvenienti.Armiamoci di un po’ di pazienza e di un buon thè… Costruzione fisica serverCollegare una scheda di rete a internet (con il vostro operatore) e l’altra all’acces point. Accendete il tutto e passiamo alla configurazione.Indirizzi di esempio (ovviamente possono cambiare da router a router e a seconda del tipo di connessione)eth0 –> scheda collegata ad internet –> 222.222.222.222eth1 –> scheda collegata all’acces point –> 192.168.1.1(indirizzo statico)Access point –> 192.168.1.2 (indirizzo statico)ra0 –> scheda wireless client –> 192.168.1.3 (indirizzo statico)Programmi usati Fortunatamente per molti (sfortunatamente per molti altri) non ho usato praticamente mai la riga di comando, ho usato il firewall firestarter per condividere la connessione e il wireless assistant di gnome; Installazione rete wirelessCome avete già avuto modo di osservare, gli indirizzi della lan sono tutti statici, principalmente per evitare carichi inutili e perdite di tempo nella connessione e per evitare di dover installare un server dhcp (per chi volesse provare è presente un’ottima guida sul portale)Premesso questo, partiamo dall’access point:Entrate nel pannello di configurazione del vostro access point e settate l’indirizzo ip statico come segue:indirizzo ip: 192.168.1.2Maschera di sottorete: 255.255.255.0Gateway: 192.168.1.1 (indirzzo della scheda sul server a cui è connesso l’AP)Di quì potete poi selezionare varie opzioni per la sicurezza e per la gestione banda se il vostro AP lo permette.Passiamo poi alla configurazione del server:Come primo passo dovete installare firestarter nel modo che più vi è congeniale, oppure potete fare i seguenti passi sfruttando le vostre conoscenze o altri programmi.Ritornando a firestarter dovete selezionare la vostra scheda connessa ad inernet (eth0 nell’esempio) e la vostra scheda di rete per la lan (nel nostro caso eth1) e dovete barrare la casella per la condivisione della connessione ad internet.In questo modo permettiamo al nostro server di svolgere la funzione di NAT (network address translator) per i client.Usate lo stesso programma per decidere quali porte aprire all’interno della lan eliminando o garantendo determinati sevrvizi (www, p2p, chat, ect…)Fatto questo passiamo ai settaggi per il client:La scheda di rete può essere settata in diversi modi: in gnome tramite Sistema –> Amministrazione –> Rete, o da terminale usando i comandi ifconfig e route. per ulteriori informazione consultare le pagine di manuale.Inserire nome della rete (obbligatorio) e la chiave i rete (qualora fosse richiesta)Indirizzo ip: 192.168.1.3Maschera di sottorete: 255.255.255.0Gateway: 192.168.1.2 (indirizzo dell’acces point).Adesso dovrebbe essere tutto configurato e pronto per navigare. Ricordate che ad ogni client che aggiungete, dovete modificare le impostazioni della scheda di rete per far si che accetti l’indirizzo statico.
Foto Linux Day a Brindisi
5 nov
Purtoppo io non ci sono, ma i miei cari amici diLinux@Taranto si, ed è un tributo che ci sta sempre bene! Dai che stiamo prendendo il volo!!
Guida all’installazione dei programmi su linux
18 ott
Una delle grandi potenzialità dei s.o. basati sul kernel linux è la possibilità di avere a disposizione pressochè un’infinità di programmi (open source e non) e la facilità con cui essi sono reperibili e installabili. Possiamo distinguere diversi tipi di modalità con cui possiamo installare i programmi:
- E’ molto frequente trovare i programmi sottoforma di pacchetti .tar.gz. Di norma questi pacchetti contengono i sorgenti del programma in modo da poter essere compilati e installati su qualsiasi macchina giri il kernel linux, indipendentemente da quale sia il sistema operativo adottato (fedora, ubuntu, mandriva, ect..). per installare questi programmi dobbiamo compiere 3 semplici passi:1 – Decomprimere il pacchetto usando da terminale il comando tar -xzvf nomefile.tar.gz . Per uleriori informazioni più approfondite consultate l manuale di tar (man tar);2 – Controllare che li sistema sia pronto per l’installazione con il comando ./configure. Tale comando esamina se nel nostro sistema onopresenti i pacchetti che servono alla compilazione ed installazione del nostro programma. Se viene restituito qualche errore è in genere perchè non avete qualche pacchetto richiesto installato (dipendenza). In tl caso basterà installare il pacchetto richiesto.3 – Compilare ed installare il programma usando i comandi make && make install. Tramite questi comandi compiliamo il pacchetto sulla nostra macchian (make) e lo installiamo nella directory di default (solitamente la cartella /usr/local/bin)
Il programma è installato. Vi rimando comunque alle pagine di manuale per ulteriori approfondimenti e/o opzioni da inserire. Per disinstallare il programma basterà lanciare da terminale make uninstall nomeprogramma e il programma verrà rimosso.Analizziamo ora altri metodi di installazione derivanti dalle diverse distribuzioni: i pacchetti .rpm e .deb.
- Pacchetti .rpm
- I pacchetti .rpm, il cui nome deriva da RedHat Packet Manager, contraddistinguono tutte quelle distribuzioni chiamate RPMBased quali Fedora, Mandriva, RedHat, Suse ect… Posseggono l’eccezzionale qualità di essere estremamente più facili da installare dei tar.gz in quanto nella maggior parte dei casi facendo un semplice doppio-click sul pacchetto, verrà lanciato in automatico il programma di gestione pacchetti installato di default sulla nostra macchina che ci permetterà di installarlo, disinstallarlo e aggiornarlo tutto in maniera grafica ed estremamente chiara. Alcuni esempi di questi tool, che servono inoltre a risolvere automaticamente le dipendenze dei pacchetti sono YaST, yum, urpmi ect…Per chi invece desidera installare programmi .rpm tramite riga di comando, la sintassi da adottare è rpm -i nomepacchetto.rpm mentre per disintallarlo sarà rpm -e nomepacchetto.rpm. Nel caso in cui si voglia installare un pacchetto.rpm su distribuzioni debian-based (Ubuntu, Debian, Mepis, ect… ) bisognerà installare prima il tool chiamato alien (con il metodo che vedremo quì di seguito), e poi usare la sintassi alien -d nomepacchetto.rpm per trasformarlo in un pacchetto .deb. Rimando comunque alle pagine di manuale per uleriori infomazioni.
- Pacchetti .deb
- Come già detto i pacchetti .deb sono caratteristici dei sistemi operativi basati su debian. Ineffetti, però, raramente ci trovermo a scaricare un pacchetto .deb direttamente, in quanto nei sistemi debian esiste un programma chiamato APT (Advanced Packaging Tool) che ci permette di installare, disinstallare e aggiornare i nostri programmi. In pratica ci troviamo davanti ad un gestore che ci consente di installare i programmi con un semplice click. Funziona basandosi sul file /etc/apt/sources.list che contiente gli indirizzi dei siti che contengono i pacchetti. deb da installare e le reltive dipendenze. Ovviamente questo file è modificbile per aggiungere nuovi indirizzi (repository o più comunemente repo) o togliere i vecchi. L’interfaccia grafica più conosciuta e usata è sicuramente Synaptic, ovvero il gestore pacchetti di default di Ubuntu. Basterà cercare tramite l’apposito form il nome del programma che ci interessa instalalre e Synaptic risoverà automaticamente le dipendenze, effettuerà il download dei pacchetti di cui necessita e li installerà nela cartella di default. La versione da riga di comando, invece usa i seguenti comandi per compiere le diverse operazioni:1- Ricerca apt-cache search nomeprogramma , che restituirà in output la lista dei programmi che rispondono al nome cercato;2 – Installazione apt-get install nomeprogramma , che installa il pacchetto risolvendo le dipendenze;3 – Aggiornamento lista dei pacchetti apt-get update ;4 – Aggiornamento singolo pacchetto apt-get upgrade nomeprogramma ;5 – Aggiornamento di tutti i pacchetti aggiornabili apt-get upgrade ;6 – Rimozione pacchetto apt-get remove nomeprogramma ;7 – Rimozione totale pacchetto (compresi i file delle preferenze ect)apt-get purge remove nomeprogramma .Nel caso in cui ci trovassimo difronte ad un pacchetto con estensione .deb e lo si voglia installare da linea di comando, la sintassi è la seguente:- sudo dpkg -i nomefiledeb.deb (oppure dpkg –install nomefiledeb.deb ) per l’installazione;- sudo dpkg -r nomefiledeb.deb (oppure dpkg –remove nomefiledeb.deb ) per la rimozione;Non mi stancherò mai di ripetere che questi comandi possono avere la necessità di essere ampliati con altre opzioni, quindi consultare sempre il manuale (man dpkg).
Sta prendeno piede da qualche tempo anche un altro tipo di file per installare programmi. I pacchetti vengono chiamati Autopackage e l’estensione del file è .package. Questi file ricordano molto gli installer di windows e il loro funzionamento è molto simile. Bisogna però seguire qualche passo preliminare prima di installare per la prima vota questo tipo di file. E’ spiegato tutto alla lettera quì.



