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	<title>Soulplace&#039;s Weblog &#187; linux</title>
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		<title>Qual&#8217;è il migliore Sistema Operativo per Netbook?</title>
		<link>http://www.soulplace.org/2009/11/24/quale-il-migliore-sistema-operativo-per-netbook/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 11:52:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[benchmark tra i migliori sistemi operativi per netbook]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Capire quale sia il migliore o.s. per il nostro piccolo amico di tutti i giorni non è molto facile, ma grazie al sito Phoronix, abbiamo un alleato in più per farci un&#8217;idea su questo argomento:<br />
<a href="http://www.phoronix.com/scan.php?page=article&amp;item=chromium_moblin_benchmarks&amp;num=1">Benchmark tra i migliori sistemi operativi per netbook</a></p>
<p>Grazie a questi test, possiamo cercare di capire meglio qual&#8217;è il sistema operativo più prestante e quello che si adatta più alle nostre esigenze tramite il rapporto prestazioni/durata della batteria/ calore .</p>
<p>Che dire a voi la scelta!</p>
<p>BYe!!</p>
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		<title>Google Chrome disponibile per Mac e Windows in versione Developer!</title>
		<link>http://www.soulplace.org/2009/06/05/google-chrome-disponibile-per-mac-e-windows-in-versione-developer/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 17:33:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>soulplace</dc:creator>
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		<description><![CDATA[google chrome disponibile per Mac Os X e Linux]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente qualcosa si muove! E&#8217; disponibile in versione moooolto beta, il broswer di Big G per i sistemi operativi finora messi da parte. Per il download consultate questo <a href="http://blog.chromium.org/2009/06/danger-mac-and-linux-builds-available.html">link</a><br />
Occhio però, non usatelo per cose importanti che è dichiarato ancora molto instabile; la frase riportata sul sito è abbastanza eloquente:</p>
<blockquote><p>please DON&#8217;T DOWNLOAD THEM!</p></blockquote>
<p>Quindi attenzione!! Ecco uno screenshot per i più curiosi:</p>
<div id="attachment_329" class="wp-caption alignnone" style="width: 160px"><a href="http://www.soulplace.org/wp-content/uploads/2009/06/chrome.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-329" title="Google Chrome su Mac Os X" src="http://www.soulplace.org/wp-content/uploads/2009/06/chrome-150x150.jpg" alt="Google Chrome su Mac Os X" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Google Chrome su Mac Os X</p></div>
<p>BYe!!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Aggiungere multitouch ai Notebook con touchpad Synaptics</title>
		<link>http://www.soulplace.org/2009/06/05/aggiungere-multitouch-ai-notebook-con-touchpad-synaptics/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 09:48:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>soulplace</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come aggiungere il multitouch su un normale notebook con linux e touchpad Synaptic!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie ad un articolo del mitico <a href="http://discoverylinux.wordpress.com/">Sparazza</a>, è possibile abilitare le gesture del multitouch su un Notebook che usa touchpad Synaptics. Il processo non è difficile e permette di migliorare la propria esperienza per l&#8217;uso del PC. A patto che si usi Linux!</p>
<p><a href="http://discoverylinux.wordpress.com/2009/06/05/multitouch-su-portatili-con-synaptics-touchpad/">Aggiungere multitouch ai portatili con Synaptics TouchPad.</a></p>
<p>Mi raccomando, non intrecciatevi le dita adesso!</p>
<p>BYe!!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Eccoci quà&#8230;</title>
		<link>http://www.soulplace.org/2008/06/07/eccoci-qua/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Jun 2008 21:33:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>soulplace</dc:creator>
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		<description><![CDATA[dopo un po&#8217; di tempo passato all&#8217;asciutto, ecco un nuovo post! non ho niente da scrivere però, anche da dire ci sarebbe davvero tanto! L&#8217;europeo che inizia, gli esami incombenti, ect&#8230;! Purtroppo lo studio mi impegna troppo perché devo riprendermi un po&#8217; ehehe&#8230; ma avrei tante cose da portare avanti! Prima di tutto c&#8217;è FLOSSdeval]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dopo un po&#8217; di tempo passato all&#8217;asciutto, ecco un nuovo post! non ho niente da scrivere però, anche da dire ci sarebbe davvero tanto! L&#8217;europeo che inizia, gli esami incombenti, ect&#8230;! Purtroppo lo studio mi impegna troppo perché devo riprendermi un po&#8217; ehehe&#8230; ma avrei tante cose da portare avanti! Prima di tutto c&#8217;è <a href="http://www.flossdev.com">FLOSSdev</a>al quale vorrei dedicare tanto tempo (spero di farlo quest&#8217;estate), e ho già in mente un paio di cose da pubblicare, tipo il progetto di una ruota della fortuna in java, o verso settembre dovrei finire una chat P2P sempre in java! Vorrei poi ampliarlo, scriverci tanta roba, ma il tempo è davvero poco! Così come vorrei supportare di più <a href="http://linux.taranto.it">Linux@Taranto</a>, davvero un bel progetto, ma dato che l&#8217;attenzione dei tarantini verso le cose che contano è davvero bassa, stenta a decollare.<br />
Spero inoltre di scendere presto e farmi un po&#8217; di mare, nonostante saranno vacanze strozzate dato che dovrò continuare a studiare (tanto per cambiare)!<br />
A adesso che mi ricordo se avete qualche bel progetto che non riuscite a portare avanti potete condividerlo su flossdev e farvi dare una mano da altri programmatori, o se siete un team di sviluppo siete i benvenuti :D! Fra un po&#8217; installerò anche il supporto per l&#8217;svn in modo da non perdervi nessuna versione del software!<br />
Che dire più! a si certo! se vi serve un web designer o avete bisogno di consulenza per un qualsiasi sito web non esitate a contattarmi!</p>
<p>A prestoooooo!!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>File server con debian</title>
		<link>http://www.soulplace.org/2008/01/09/file-server-con-debian/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Jan 2008 18:44:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>soulplace</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra una bevuta e l&#8217;altra in questi giorni di quasi vacanza, ho avuto la possibilità di dilettarmi nel mettere su un file server scp per l&#8217;azienda di mio padre. Le cose, più o meno, sono andate così:  Hardware: HP omnibook 6000 (se lo cercate, non credo sia più reperibile): pentium 3 800mhz, 128MByte ram, 6]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left">Tra una bevuta e l&#8217;altra in questi giorni di quasi vacanza, ho avuto la possibilità di dilettarmi nel mettere su un file server scp per l&#8217;azienda di mio padre. Le cose, più o meno, sono andate così:</p>
<ul>
<li> <span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold">Hardware: </span>HP omnibook 6000 (se lo cercate, non credo sia più reperibile): pentium 3 800mhz, 128MByte ram, 6 GByte hard disk, lettore cd 24x, 1 usb 1.0, una bestia praticamente :-);</li>
<li><span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold">Software S.O.: </span>Debian 4.0rev2 (cd netinst, nel quale poi ho installato solo i pacchetti del tipo &#8220;server&#8221;), scp, scponly, 2 script per il backup giornaliero dei dati.</li>
</ul>
<p style="text-align: left">Personalmente ho ritenuto opportuno dare alla scheda di rete un indirizzo ip statico per facilitare la connessione degli altri pc. Non avendo la possibilità di inserire un secondo hd, o uno esterno, ho deciso di formattare l&#8217;hd esistente in 2 partizioni da 3 GByte: una per il S.O. e programmi e una per i backup. E&#8217; stata una scelta un po &#8220;stronza&#8221; me ne rendo conto, ma bisogna arrangiarsi!Dopo la facile installazione di debian (non mi ha occupato per più di un&#8217;oretta) senza alcun tipo di sistema grafico, ho installato tramite apt-get SCP.<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Secure_copy">Wikipedia</a>:</p>
<p style="text-align: left">&#8220;<span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica; font-size: 13px; line-height: 19px"><strong>Secure Copy</strong> (copia sicura) o <strong>SCP</strong> è un mezzo per trasferire in modo sicuro un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File" title="File">file</a> del computer tra un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Computer" title="Computer">computer</a> locale ed un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Server" title="Server">host</a> remoto o tra due host remoti, usando il protocollo<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Secure_Shell" title="Secure Shell">Secure Shell</a> (SSH).<span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia; font-size: 16px; line-height: 20px">&#8220;</span></span><span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica; font-size: 13px; line-height: 19px"><span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia; font-size: 16px; line-height: 20px"> </span></span></p>
<p style="text-align: left"><code>apt-get install scp scponly</code></p>
<p style="text-align: left"><code></code><code></code>Usando questo tipo di comunicazione si riduce al minimo la possibiltà di accessi non consentiti al server o di intercettazione del contenuto della comunicazione, in quanto avvengono tutte in maniera criptata. Vi consiglio di eliminare l&#8217;accesso all&#8217;utente root tramite ssh; per fare questo dovrete editare il file /etc/ssh/ssh_config impostando la variabile:</p>
<p style="text-align: left"><span class="Apple-style-span" style="font-family: Courier; font-size: 13px">PermitRootLogin  no</span></p>
<p style="text-align: left"><span class="Apple-style-span" style="font-family: Courier; font-size: 13px"></span><span class="Apple-style-span" style="font-family: Courier; font-size: 13px"></span><span class="Apple-style-span" style="font-family: Courier; font-size: 13px"></span><span class="Apple-style-span" style="font-family: Courier; font-size: 13px"></span><code></code>per evitare di concedere l&#8217;acceso root a chi conosce la password. Ricordatevi di accedere come root per installare (su e poi password)!! Potete ora sbizzarrirvi come più vi piace con i file di configurazione di scp per controllare accessi, se preferite accedere con password o chiave ect&#8230;Sarà anche possibile accedere al server dall&#8217;esterno, semplicemente configurando il proprio router. Per farlo dovete forwardare la porta ssh dal pannello di controllo del vostro router (eventualmente anche la porta ftp può servire). Scriviamo ora 2 script in sh da poter richiamare a nostro piacimento per fare il backup dei file che ci interessano. Nel mio caso dovevo fare il backup di una cartella in locale e una che risiede su un pc remoto. Di seguito il contenuto dei file backup.sh, per il backup dei file &#8220;locali&#8221; e backup_ext.sh per il backup dei file &#8220;remoti&#8221;:</p>
<p style="text-align: left"><strong>backup.sh</strong></p>
<p style="text-align: left"><code>#!/bin/bash</code></p>
<p style="text-align: left"><code>BACKUPDIR="/path/completa/cartella/backup/$(date +%Y-%m-%d)"</code></p>
<p style="text-align: left"><code>cp -rf -a /cartella/contenente/dati/backup "$BACKUPDIR"</code></p>
<p style="text-align: left"><code>tar -cvf $BACKUPDIR $BACKUPDIR</code></p>
<p style="text-align: left"><code>rm -rf $BACKUPDIR</code></p>
<p style="text-align: left"><code></code><strong><span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal">per la cartella remota basta aggiungere all&#8217;inizio il comando per montare la cartella remota (nel mio caso con samba). Cercate la cartella condivisa con il comando <code>smbtree </code>e inseritela nello script backup_ext.sh:</span></strong></p>
<p style="text-align: left"><strong><span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal"></span></strong><strong>backup_ext.sh</strong></p>
<p style="text-align: left"><code>smbmount //ipmacchinaremota/nomecartella/ /mount/point/ -o username=username,password=password</code></p>
<p style="text-align: left"><code>BACKUPDIR="/path/completa/cartella/backup/$(date +%Y-%m-%d)"</code></p>
<p style="text-align: left"><code>cp -rf -a /mount/point/ "$BACKUPDIR"</code></p>
<p style="text-align: left"><code>tar -cvf $BACKUPDIR $BACKUPDIR</code></p>
<p style="text-align: left"><code>rm -rf $BACKUPDIR</code></p>
<p style="text-align: left"><code></code>n.b. a &#8220;ipmacchinaremota&#8221; si può sostitire anche l&#8217;hostname.</p>
<p style="text-align: left"> Nel caso in cui dovesse sorgere la necessita di eseguire i backup a intervalli temporali definiti, sarà necessario editare la tabella /etc/crontab, in modo da inserire il momeno in cui eseguire gli script, nel mio caso il backup deve essere eseguito ogni sera alle 20:30:</p>
<p style="text-align: left"> <code>30 20    ***  root /home/utente/backup.sh &gt; /home/utente/backup.log</code></p>
<p style="text-align: left"><code>30 20    ***  root /home/utente/backup_ext.sh &gt; /home/utente/backup_ext.log</code></p>
<p style="text-align: left"><code></code>L&#8217;output di tar verrà registrato in backup.log e backup_ext.log (come ben sapete si possono aumentare i dettagli dell&#8217;output con l&#8217;opzione -v, oppure -vv ai comandi dei quali si cerca l&#8217;output).</p>
<p style="text-align: left">Bene, sembra strano ma abbiamo finito! basta collegarsi da un qualsiasi client che supporti l&#8217;scp (per windows winscp, da linux con i comandi scp, ssh o con i programmi openssh, midnight commander ect.., per mac osx  c&#8217;è rbroswer o cyberduck). Accederemo direttamente nella cartella home dell&#8217;utente con la quale effettuiamo l&#8217;accesso. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Altro che download manager!!</title>
		<link>http://www.soulplace.org/2007/11/17/altro-che-download-manager/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Nov 2007 16:27:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lo so, lo so! sono sparito dalla circolazione, non mi si vede più da un pezzo, non penso più agli amici! giustificatemi con il fatto che ho superato il parziale di analisi numerica, e in più lo scritto di programmazione, quindi ho avuto un po&#8217; di roba da fare, ma, come i più crudeli killer,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo so, lo so! sono sparito dalla circolazione, non mi si vede più da un pezzo, non penso più agli amici! giustificatemi con il fatto che ho superato il parziale di analisi numerica, e in più lo scritto di programmazione, quindi ho avuto un po&#8217; di roba da fare, ma, come i più crudeli killer, torno sempre nel luogo dell&#8217;omicidio (di chi o cosa non si sa)!Ho deciso quindi di ritornare alla grande con qualcosa che si può rivelare utile per molti: un piccolo riassunto delle cose che si possono fare con il fantastico comando wget.cit. da Wikipedia;<br />
<blockquote>GNU Wget è un software per lo scaricamento di file da Internet, parte del progetto GNU. Supporta i protocolli HTTP, HTTPS e FTP</p></blockquote>
<p>Può dunque egregiamente sostituire i nostri malfunzionanti, costosi, limitati o semplicemente fastidiosi download manager.L&#8217;uso più semplice è ovviamente:<code>wget http://url.del.sito/file</code>ad esempio<code>wget http://soulplace.altervista.org/Foglietto.pdf</code> (E&#8217; un riassunto per Decisioni Organizzative :-) )ma può anche essere usato per scaricare un intero sito in locale (mirroring)<code>wget -mirror http://url.del.sito/</code>mentre scrivendo solo<code>wget http://url.del.sito/</code>si scarica l&#8217;indexdel sito (aggiungendo l&#8217;opzione <code>-r</code> si scarica l&#8217;index e eventuali immagini).Nel caso in cui il download si interrompa, per riprendere dallo stesso punto in cui ci siamo fermti basterà lanciare<code>wget -c http://url.del.sito/</code>Insomma di cose belle da fare ce ne sono molte, ma qualcuna richiede un po&#8217; di ingegno in più. Su molti siti possono essere presenti sistemi di blocco del download di massa per salvaguardare la banda. in questo caso il download di tutti i file di una directory in una botta sola sarà impossibile in maniera diretta. In questo caso abbiamo 2 alternative. Se abbiamo già una lista dei file contenuti nella directory che ci interessa basterà passare la lista come parametro a wget, ovvero:<code>wget -i lista.txt</code>dove lista contiene il percorso completo ad ogni file, oppure ci possiamo trovare nel caso in cui cio&#8217; che vogliamo scaricare è sistemato in un preciso ordine (ad esempio numerico crescente). In questo caso basterà un piccolo script in sh per automatizzare l&#8217;operazione di download (n.b. è possibile limitare la banda occupata da wget per non interferire con la nostra navogazione usando il parametro <code>--limit-rate=RATE</code> dover rate è la banda riservata a wget):nel caso volessimo scaricare file di tipo .jpg numerati da 0 a 100<code>#!/bin/sh</code><code>for((num=0; num&lt;=100;num++))dowget -nc  http://url.del.sito/cartella/${num}.jpgdone</code>il parametro -nc serve a evitare che wget provi  a scaricare file che non esistono. Ovviamente ci si può sbizarrire come si preferisce!!Alla prossima gente!!!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rete wireless domestica</title>
		<link>http://www.soulplace.org/2007/11/05/rete-wireless-domestica/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 12:23:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per fortuna ho ritrovato una guida che avevo scritto qualche tempo fa per la creazione di una rete domestica wireless a mio parere molto sicura sia perchè ho utilizzato un ottimo firewall, sia perchè se qualcuo si volesse connettere alla vostra rete, anche se non protetta da nessuna password, ottenere un risultato positivo potrebbe rivelarsi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per fortuna ho ritrovato una guida che avevo scritto qualche tempo fa per la creazione di una rete domestica wireless a mio parere molto sicura sia perchè ho utilizzato un ottimo firewall, sia perchè se qualcuo si volesse connettere alla vostra rete, anche se non protetta da nessuna password, ottenere un risultato positivo potrebbe rivelarsi molto difficile&#8230;Questa guida era stata scritta per il TaLUG! Ora è disponibile insieme a numerose altre guide e articoli su <a href="http://talug.altervista.org">Talug@Altervista</a><strong>Guida per la creazione di una rete domestica wireless, senza essere dei &#8220;guru&#8221; di informatica.</strong>Preparazione del serverAbbiamo bisogno di:* Un pc (possibilmente fisso senza problemi di alimentazione); può essere un qualsiai pc, da un pentium 133 a un quad core. Ovviamente se ci dovete lavorare su mentre funge anche da router non vi aspettate prestazioni esaltanti da un pentium 133;* in sostituzione del suddetto pc, un buon router non sarebbe male, però deve essere pienamente configurabile per le vostre esigenze (ip statici o dinamici, apertura porte ect&#8230;)* 2 schede di rete;* un acces point che ci permetta di smanettare un po&#8217; su;* un cavo ethernet patch;<strong>Preparazione client</strong>Abbiamo bisogno di:* un qualsiasi pc (fisso o portatile) con scheda di rete wireless; vi raccomando caldamente di verificare prima che la scheda wireless sia ben configurata e riconosciuta dal sistema, per evitare spiacevoli inconvenienti.Armiamoci  di un  po&#8217; di pazienza e di un  buon thè&#8230;<strong> Costruzione fisica server</strong>Collegare una scheda di rete a internet (con il vostro operatore) e l&#8217;altra all&#8217;acces point. Accendete il tutto e passiamo alla configurazione.Indirizzi di esempio (ovviamente possono cambiare da router a router e a seconda del tipo di connessione)eth0 &#8211;&gt; scheda collegata ad internet &#8211;&gt; 222.222.222.222eth1 &#8211;&gt; scheda collegata all&#8217;acces point &#8211;&gt; 192.168.1.1(indirizzo statico)Access point &#8211;&gt; 192.168.1.2 (indirizzo statico)ra0 &#8211;&gt; scheda wireless client &#8211;&gt; 192.168.1.3 (indirizzo statico)<strong>Programmi usati </strong>Fortunatamente per molti (sfortunatamente per molti altri) non ho usato praticamente mai la riga di comando, ho usato il firewall firestarter per condividere la connessione e il wireless assistant di gnome;<strong> Installazione rete wireless</strong>Come avete già avuto modo di osservare, gli indirizzi della lan sono tutti statici, principalmente per evitare carichi inutili e perdite di tempo nella connessione e per evitare di dover installare un server dhcp (per chi volesse provare è presente un&#8217;ottima guida sul portale)Premesso questo, partiamo dall&#8217;<strong>access point</strong>:Entrate nel pannello di configurazione del vostro access point  e settate l&#8217;indirizzo ip statico come segue:indirizzo ip: 192.168.1.2Maschera di sottorete: 255.255.255.0Gateway: 192.168.1.1 (indirzzo della scheda sul server a cui è connesso l&#8217;AP)Di quì potete poi selezionare varie opzioni per la sicurezza e per la gestione banda se il vostro AP lo permette.Passiamo poi alla <strong>configurazione del server</strong>:Come primo passo dovete installare firestarter nel modo che più vi è congeniale, oppure potete fare i seguenti passi sfruttando le vostre conoscenze o altri programmi.Ritornando a firestarter dovete selezionare la vostra scheda connessa ad inernet (eth0 nell&#8217;esempio) e la vostra scheda di rete per la lan (nel nostro caso eth1) e dovete barrare la casella per la condivisione della connessione ad internet.In questo modo permettiamo al nostro server di svolgere la funzione di NAT (network address translator) per i client.Usate lo stesso programma per decidere quali porte aprire all&#8217;interno della lan eliminando o garantendo determinati sevrvizi (www, p2p, chat, ect&#8230;)Fatto questo passiamo ai <strong>settaggi per il client</strong>:La scheda di rete può essere settata in diversi modi: in gnome tramite Sistema &#8211;&gt; Amministrazione &#8211;&gt;  Rete, o da terminale usando i comandi ifconfig e route. per ulteriori informazione consultare le pagine di manuale.Inserire nome della rete (obbligatorio) e la chiave i rete (qualora fosse richiesta)Indirizzo ip: 192.168.1.3Maschera di sottorete: 255.255.255.0Gateway: 192.168.1.2 (indirizzo dell&#8217;acces point).Adesso dovrebbe essere tutto configurato e pronto per navigare. Ricordate che ad ogni client che aggiungete, dovete modificare le impostazioni della scheda di rete per far si che accetti l&#8217;indirizzo statico.</p>
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		<title>Foto Linux Day a Brindisi</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 16:55:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Purtoppo io non ci sono, ma i miei cari amici diLinux@Taranto si, ed è un tributo che ci sta sempre bene! Dai che stiamo prendendo il volo!! Foto Linux Day]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Purtoppo io non ci sono, ma i miei cari amici di<a href="http://www.linux.taranto.it/">Linux@Taranto</a> si, ed è un tributo che ci sta sempre bene! Dai che stiamo prendendo il volo!!</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/mirus/sets/72157602882594222/with/1846520342/">Foto Linux Day</a></p>
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		<title>Guida all&#8217;installazione dei programmi su linux</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Oct 2007 14:43:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una delle grandi potenzialità dei s.o. basati sul kernel linux è la possibilità di avere a disposizione pressochè un&#8217;infinità di programmi (open source e non) e la facilità con cui essi sono reperibili e installabili. Possiamo distinguere diversi tipi di modalità con cui possiamo installare i programmi: E&#8217; molto frequente trovare i programmi sottoforma di]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="postbody">Una delle grandi potenzialità dei s.o. basati sul kernel linux è la possibilità di avere a disposizione pressochè un&#8217;infinità di programmi (open source e non) e la facilità con cui essi sono reperibili e installabili. Possiamo distinguere diversi tipi di modalità con cui possiamo installare i programmi:</span></p>
<ul> E&#8217; molto frequente trovare i programmi sottoforma di <span style="font-weight: bold">pacchetti .tar.gz</span>. Di norma questi pacchetti contengono i sorgenti del programma in modo da poter essere compilati e installati su qualsiasi macchina giri il kernel linux, indipendentemente da quale sia il sistema operativo adottato (fedora, ubuntu, mandriva, ect..). per installare questi programmi dobbiamo compiere 3 semplici passi:1 &#8211; Decomprimere il pacchetto usando da terminale il comando <span style="font-weight: bold">tar -xzvf nomefile.tar.gz </span>. Per uleriori informazioni più approfondite consultate l manuale di tar (man tar);2 &#8211; Controllare che li sistema sia pronto per l&#8217;installazione con il comando <span style="font-weight: bold">./configure</span>. Tale comando esamina se nel nostro sistema onopresenti i pacchetti che servono alla compilazione ed installazione del nostro programma. Se viene restituito qualche errore è in genere perchè non avete qualche pacchetto richiesto installato (dipendenza). In tl caso basterà installare il pacchetto richiesto.3 &#8211; Compilare ed installare il programma usando i  comandi <span style="font-weight: bold">make &amp;&amp; make install</span>. Tramite questi comandi compiliamo il pacchetto sulla nostra macchian (make) e lo installiamo nella directory di default (solitamente la cartella /usr/local/bin)</ul>
<p>Il programma è installato. Vi rimando comunque alle pagine di manuale per ulteriori approfondimenti e/o opzioni da inserire. Per disinstallare il programma basterà lanciare da terminale <span style="font-weight: bold">make uninstall nomeprogramma</span> e il programma verrà rimosso.Analizziamo ora altri metodi di installazione derivanti dalle diverse distribuzioni: i pacchetti <span style="font-weight: bold">.rpm</span> e <span style="font-weight: bold">.deb</span>.</p>
<ul> <span style="font-size: 18px; line-height: normal"><span style="font-weight: bold">Pacchetti .rpm</span></span></ul>
<ul>I pacchetti .rpm, il cui nome deriva da RedHat Packet Manager, contraddistinguono tutte quelle distribuzioni chiamate <span style="font-weight: bold">RPMBased</span> quali Fedora, Mandriva, RedHat, Suse ect&#8230; Posseggono l&#8217;eccezzionale qualità di essere estremamente più facili da installare dei tar.gz in quanto nella maggior parte dei casi facendo un semplice doppio-click sul pacchetto, verrà lanciato in automatico il programma di gestione pacchetti installato di default sulla nostra macchina che ci permetterà di installarlo, disinstallarlo e aggiornarlo tutto in maniera grafica ed estremamente chiara. Alcuni esempi di questi tool, che servono inoltre a risolvere <span style="font-weight: bold">automaticamente</span> le dipendenze dei pacchetti sono YaST, yum, urpmi ect&#8230;Per chi invece desidera installare programmi .rpm tramite riga di comando, la sintassi da adottare è <span style="font-weight: bold">rpm -i nomepacchetto.rpm</span> mentre per disintallarlo sarà <span style="font-weight: bold">rpm -e nomepacchetto.rpm</span>. Nel caso in cui si voglia installare un pacchetto.rpm su distribuzioni debian-based (Ubuntu, Debian, Mepis, ect&#8230; ) bisognerà installare prima il tool chiamato alien (con il metodo che vedremo quì di seguito), e poi usare la sintassi <span style="font-weight: bold">alien -d nomepacchetto.rpm</span> per trasformarlo in un pacchetto .deb. Rimando comunque alle pagine di manuale per uleriori infomazioni.<span style="font-size: 18px; line-height: normal"></span></ul>
<ul><strong><br />
</strong></ul>
<ul><span style="font-size: 18px; line-height: normal"><span style="font-weight: bold">Pacchetti .deb</span></span> </ul>
<ul>Come già detto i pacchetti .deb sono caratteristici dei sistemi operativi basati su debian. Ineffetti, però, raramente ci trovermo a scaricare un pacchetto .deb direttamente, in quanto nei sistemi debian esiste un programma chiamato <span style="font-weight: bold">APT (Advanced Packaging Tool)</span> che ci permette di installare, disinstallare e aggiornare i nostri programmi. In pratica ci troviamo davanti ad un gestore che ci consente di installare i programmi con un semplice click. Funziona basandosi sul file /etc/apt/sources.list che contiente gli indirizzi dei siti che contengono i pacchetti. deb da installare e le reltive dipendenze. Ovviamente questo file è modificbile per aggiungere nuovi indirizzi (repository o più comunemente repo) o togliere i vecchi. L&#8217;interfaccia grafica più conosciuta e usata è sicuramente Synaptic, ovvero il gestore pacchetti di default di Ubuntu. Basterà cercare tramite l&#8217;apposito form il nome del programma che ci interessa instalalre e Synaptic risoverà automaticamente le dipendenze, effettuerà il download dei pacchetti di cui necessita e li installerà nela cartella di default. La versione da riga di comando, invece usa i seguenti comandi per compiere le diverse operazioni:1- Ricerca <span style="font-weight: bold">apt-cache search nomeprogramma </span>, che restituirà in output la lista dei programmi che rispondono al nome cercato;2 &#8211; Installazione <span style="font-weight: bold">apt-get install nomeprogramma </span>, che installa il pacchetto risolvendo le dipendenze;3 &#8211; Aggiornamento lista dei pacchetti <span style="font-weight: bold">apt-get update </span>;4 &#8211; Aggiornamento singolo pacchetto <span style="font-weight: bold">apt-get upgrade nomeprogramma </span>;5 &#8211; Aggiornamento di tutti i pacchetti aggiornabili <span style="font-weight: bold">apt-get upgrade </span>;6 &#8211; Rimozione pacchetto <span style="font-weight: bold">apt-get remove nomeprogramma </span>;7 &#8211; Rimozione totale pacchetto (compresi i file delle preferenze ect)<span style="font-weight: bold">apt-get purge remove nomeprogramma </span>.Nel caso in cui ci trovassimo difronte ad un pacchetto con estensione .deb e lo si voglia installare da linea di comando, la sintassi è la seguente:- <span style="font-weight: bold">sudo dpkg -i nomefiledeb.deb</span> (oppure dpkg &#8211;install nomefiledeb.deb ) per l&#8217;installazione;- <span style="font-weight: bold">sudo dpkg -r nomefiledeb.deb</span> (oppure dpkg &#8211;remove nomefiledeb.deb ) per la rimozione;Non mi stancherò mai di ripetere che questi comandi possono avere la necessità di essere ampliati con altre opzioni, quindi consultare sempre il manuale (man dpkg).</ul>
<p>Sta prendeno piede da qualche tempo anche un altro tipo di file per installare programmi. I pacchetti vengono chiamati <span style="font-weight: bold">Autopackage</span> e l&#8217;estensione del file è <span style="font-weight: bold">.package</span>. Questi file ricordano molto gli installer di windows e il loro funzionamento è molto simile. Bisogna però seguire qualche passo preliminare prima di installare per la prima vota questo tipo di file. E&#8217; spiegato tutto alla lettera <a class="postlink" rel="nofollow" href="http://www.autopackage.org/docs/howto-install/?PHPSESSID=12db07e873ddd3e07e8b3fc00cc09e39" target="_blank">quì.</a></p>
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