Riflessioni davanti allo specchio (perché dietro non si vede un cazzo)

Credo che le donne gradiscano di più il mio aspetto interiore.
No, non intendo emozioni e pensieri, ma proprio ciò che c’è sotto la pelle.
Chiariamoci, non ho un brutto fisico, ma l’unico complimento che ho ricevuto a proposito è stato da una dottoressa mentre mi faceva l’ecografia alla spalla.
Mi ha detto qualcosa tipo “Sai, i fasci muscolari della tua spalla sono perfetti, anzi mi piacerebbe usarti come modello per una dimostrazione in classe durante una lezione”.
A pensarci bene non credo neanche sia un complimento….

Chiamata alle armi

Iniziamo subito con una premessa: le mie foto fanno schifo.
Non come pensi tu, no. Fanno schifo per come le vedo io e ho anche capito il perché. Mi sono sempre arenato sul soggetto, un bel fiore, un bel panorama, una bella ragazza, ma non ho mai pensato a cosa volessi esprimere con quello scatto.
Certo, spesso non penso. Ma in questo caso dovrei proprio farlo. Devo capire cosa voglio comunicare quando faccio una foto, anche se tecnicamente non è il massimo o se il soggetto non è perfetto.
Ho deciso quindi di “allenarmi” un po’ in questa prospettiva, con un metodo che io credo possa tornarmi utile. Voglio prendere 5 amici, 3 uomini e 2 donne e ritrarli per come li vedo io. Voglio esprimere cosa penso io di loro attraverso uno scatto. Non sarà facile, ma spero di riuscire nel mio intento.
Per adesso, conosco 4 dei nomi delle persone che vorrei partecipassero con me a questo progetto: Francesco Mirus, Nicola xlinux, Roberto sonofthesage e Adeluzza. devo trovare un’altra donna…
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