NOT Just another weblog
Varie
Piccola gita al Sillaro
1 ago
Domenica, caldo, mare lontano. Che fare? Gita al fiume!
Grazie a un twit-amico (@mlupoi) che continuo a ringraziare per avermi fatto conoscere l’esistenza di questo posto, oggi per la terza volta siamo andati a farci un bagno al fiume Sillaro, però stavolta ho portato con me la macchina fotografica… ecco i risultati:
Aggiornamento da iPhone
17 lug
Fantastico. Ho appena scoperto di poter aggiornare il blog dall’iPhone!
Sembra una stronzata, ma per me è fantastico in quanto il 99% delle idee che ho per un articolo si perdono nella vaga speranza di essere scritte ” quando torno a casa davanti al computer”, salvo poi puntualmente scordarmi di cosa volessi parlare. Ecco, adesso sono solo limitato dalla carenza di idee.
Aspetta. adesso quando voglio esprimere i miei commenti in più di 140 caratteri posso farlo!
I’ve got the power!
La supremazia della mediocrità
4 lug
Ozio, domenica pomeriggio. Mi ritrovo a guardare uno di quei film anni ’80, credo si chiami “Aquila d’acciaio”. Classica storia di quel tempo: un ragazzo subisce un’ingiustizia poi ,con le sue capacità innate, riesce a risolvere tutto. Non l’avete visto? non importa, avrete visto sicuramente “Karate kid” o giù di li. Sempre la stessa storia.
Ovviamente, chi ha un po’ di confidenza con questi film, scorge un comportamento comune. C’è l’eroe, un ragazzo di solito un po’ ignorato dal resto della comunità, ma dotato di grandi poteri che di solito rispecchiano classici ideali come la forza, il coraggio ect…, poi abbiamo i gregari, amici solitamente che sono pronti al sacrificio, a mettere a disposizione le proprie conoscenze ed abilità al raggiungimento dello scopo (del singolo di solito), e per finire gli antagonisti, di solito stronzi, strani e mediamente cinesi, russi o medio-orientali. Classici nemici americani di sempre.
Questo lo sappiamo già tutti, ma in questo pattern che si ripete costantemente c’è qualcosa che mi ha fatto riflettere più del solito. Il protagonista principale, l’eroe, era tale solo ed esclusivamente perché era in qualche maniera “migliore” degli altri. Possedeva ovvero capacità innate, che non sarebbe mai riuscito a trovare senza l’appoggio solitamente dei gregari. Certo, magari non è incoraggiante per l’uomo medio. Ma sicuramente lo spirito non era quello, la morale indicava che ognuno può far uscire il meglio da se, se sottoposto ai giusti stimoli.
Ora, la mia mente fa un balzo in avanti. Diciamo di 30 anni? Insomma, ai tempi nostri, per intenderci. Non vi rendete conto che manca qualcosa? io si… dove cazzo sono finiti i gregari? abbiamo la presunzione di dichiararci tutti eroi?
Io non so perché, ne so quando tutto questo è iniziato, ma nessuno si accetta più per la sua bellissima mediocrità. Si cerca sempre di primeggiare, spesso senza averne le competenze, nei campi imposti dalla società. Siamo sempre “i migliori di”, “i più bravi a”, ”i primi a”, ma tutto questo genera inevitabilmente dei conflitti. Non si riconosce più in maniera “sportiva” la superiorità del nostro avversario in quel campo, si cerca solo di superarlo, spesso ricorrendo a metodi subdoli, illegali e quant’altro.
Puntiamo il dito con troppa facilità, non abbiamo più onore, non rispettiamo più l’avversario. Pur di vincere si cerca di scavalcare leggi, regolamenti e il rispetto, rispetto necessario in ogni singola competizione. Non c’è da meravigliarsi poi se ci si lamenta sempre delle stesse cose: “non abbiamo abbastanza soldi”, “non abbiamo abbastanza potere”. Vi volevo ricordare una cosa. Fate mente locale, perché gli antagonisti perdevano nei film sopra citati? Perché cercavano di primeggiare sempre, a tutti i costi, entrando in contrasto con i loro stessi gregari, spesso mercenari che eseguivano gli ordini sol ofino a che vedevano una possibilità di successo, altrimenti battevano in ritirata.
Non siamo più orgogliosi di quello che siamo, cerchiamo sempre di essere meglio, ad ogni costo. Non ci rendiamo conto della bravura altrui, finche non facciamo di tutto per indebolirlo. Poi ci lamentiamo quando il medico che ci doveva curare in realtà peggiora i nostri mali con una cura sbagliata, dato che la laurea l’ha comprata.
Esaltiamo la nostra normalità. Siamo tutti diversi, ognuno di noi eccelle in qualcosa, dobbiamo solo trovarlo, ma finché non lo sappiamo, imitare gli altri non serve. E quando un nostro amico è in difficoltà, cerchiamo di aiutarlo, non di affondarlo per rubargli le sue ricchezze. Cercate di pensarci ogni tanto.
Lettera aperta di un ragazzo nostalgico
3 lug
So di interpretare il pensiero di molti, troppi ragazzi nelle mie stesse condizioni. E’ proprio per questo che lo voglio fare. Non so neanche a chi rivolgermi di preciso, e proprio qui sta il primo problema.
Sono un ragazzo di 24 anni, sono nato e ho vissuto i primi 18 anni della mia vita a Taranto, la città più odiata dal suo interno che io conosca. Per cercare di realizzare qualcosa di buono, ho deciso di lasciare “baracca e burattini” e trasferirmi, ormai 6 anni or sono, a Bologna, dove ho preso una laurea in Scienze di Internet e tutt’ora esercito la professione per la quale mi sono laureato.
A detta dei miei amici, loro mi vedono potenzialmente come la persona più felice che possa esistere, laureato, lavoro che mi piace, bella casa e bella ragazza. Ma non tutti sanno dei sacrifici che questo costa.
Sono dovuto andare via di casa, andare via da parenti e amici, e fino ad ora, questo non aveva pesato più di tanto nella mia vita. Ma ultimamente le cose stanno cambiando. Inizio a farmi delle domande, di cui prima ignoravo l’esistenza. Perché devo essere costretto a vivere lontano dalla mia famiglia? perché non posso vivere nella mia terra? perché non posso portare quello che ho imparato e far del bene a tanta gente? perché vedo che i miei progetti possono avere una continuazione solo qui e non a Taranto? perché devo lasciare la mia città morire lentamente come sta facendo, quando potrei portare un po’ di vita, con le mie idee, le mie ambizioni, la mia esperienza?
Il problema, però risiede non tanto nelle più che lecite domande, ma nelle conseguenti, tristi, risposte:
E a Taranto, cosa devo fare? il mio lavoro non viene compreso anzi, viene visto come solo una ulteriore spesa che non crea nulla. Io e la mia ragazza potremmo portare molte innovazioni nei nostri ambiti, in una città che ne ha bisogno. Io posso portare l’esperienza di una grande Regione (come l’Emilia Romagna) nell’ambito del settore turistico e turistico informatico e adattarla alla nostre esigenza, per rilanciare una città che da qui a 10-15 anni vedrà spegnersi le 2 più grandi fonti di reddito (e di morte), ovvero l’Ilva e l’arsenale. Roberta può portare innovazioni culturali, progetti che coinvolgono musei, scuole e bambini per formare e insegnare la cultura e il rispetto per essa.
Ma sembra che nessuno a Taranto voglia questo. Anzi. Sembra volere un’eutanasia con una dose massiccia di nulla, addolcita con la consapevolezza di avere tante potenzialità che si sarebbero potute esprimere, ma…
E ci sono tantissime altre persone della mia generazione che un giorno sperano di poter portare la loro conoscenza a servizio delle persone che amano, parenti, amici e della città da cui vengono, ma sono scoraggiate dall’immobilismo della classe politica e dirigenziale, che cerca di aggrapparsi ancora ad un passato recente pieno di menzogne e di falso benessere.
Spero che un giorno tutto questo possa cambiare.
L’altro giorno, una delle mie cugine, quasi coetanea, quella con cui ho giocato per tutta l’infanzia, ha messo alla luce le piccola Eleonora. E io a 800 km di distanza non posso prendermi un giorno di ferie per andarla a vedere. Questo a me tanto giusto non sembra.
Lilith the evil kitty
6 feb
Quanto amo iMovie HD! soprattuto quando lo uso per fare stronzate del genere:
chi si nasconde dietro lo specchio?


