Non mi piace molto parlare della mia città natale, ma sotto natale si è tutti più buoni… Le dedico un pezzo di Diego Cugia, tratto da “Alcatraz, un DJ nel braccio della morte“. Due precisazioni: il libro è del 2002, ma è quantomai moderno, due è forse il programma radiofonico (si prima era un programma Jack Folla, ve lo ricordate?) che più mi ha formato.

Ecco a voi:

“…con quante stronzate ci riempiono la testa. Per avere una vaga idea di quanto il mondo è infelice basta sbirciare nelle edicole e nelle librerie: valanghe di ricette per la felicità. Ve la do io l’aromaterapia che ci vuole. Si chiama “odori che aiutano a pensare”. Uno: Taranto, stabilimenti ex Italsider. Andateci di notte dal lato di Mar Piccolo. Scendete dall’auto e inspirate profondamente. Tiratevi dentro l’odore del mare e l’odore del piombo. Vita e morte in una boccata sola.

Vi rendete conto? la vogliamo far rinascere sta città? No, non ve la meritate tarantini…